Gli Additivi Alimentari ~ Andrea Vaccaro - Magna Cum Laudae

domenica 10 dicembre 2006

Gli Additivi Alimentari

Come da migliaia di anni, gli additivi alimentari, sono da sempre presenti nei cibi e nella nostra alimentazione. Il sale usato come conservante da quasi tutte le popolazioni, lo zolfo usato dai romani per la disinfezione del materiale usato per la vinificazione o anche l'uso del salnitro (un composto di nitrati naturali) per conservare gli alimenti sempre dai romani.
Additivi che di fatto sono rimasti anche oggi ma con diciture differenti, come l'anidride solforosa e i solfiti (E220-228) che sono lo zolfo dei romani; i nitrati e nitriti (E249-252) che sono i costituenti del salnitro e l'acido ascorbico (E300-302) che non è altro che la vitamina C; i coloranti come gli estratti di barbabietola (E162) usati dagli egizi e cosi via.

E162, E250, E322... quante volte ci è capitato di trovarli scritti su le etichette dei prodotti, e quante volte siamo rimasti perplessi davanti ai nomi Rosso cocciniglia, Anidride solforosa, Tocoferoli e ancora altri. Ma in effetti sappiamo di cosa si parla veramente e sappiamo a cosa servono gli additivi?

A quanto risulta da un rapporto dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare sembra proprio di no. Anzi, siamo proprio noi Italiani il paese dei paurosi che temono gli additivi e che hanno paura che i prodotti che escono dall'industria alimentare siano pieni di sostanze di ogni tipo.
Se da un lato, quindi, l'Italia è il paese del buon cibo, è anche il paese della disinformazione alimentare.

Ma ora parliamo veramente di additivi e vediamo a cosa servono.
Per additivi alimentari si intende “qualsiasi sostanza [...] aggiunta intenzionalmente agli alimenti per un fine tecnologico” , e cioè per evitare che le variabili ambientali come sbalzi di temperatura, umidità o microbi possano intaccare e modificare la composizione originaria dell'alimento e quindi mantenere il cibo sicuro, nutriente e buono.

Attualmente, in Italia, sono permessi 350 tipi di additivi nell'industria alimentare, divisi per la maggior parte nei quattro grandi gruppi, contraddistinti da una E seguita da 3 cifre che ne indicano il tipo.

Coloranti (serie E100): sempre più sono estratti naturali da frutta e verdura.
Antimicrobici (serie E200): servono ad impedire lo sviluppo di microrganismi pericolosi per l'uomo (come ad esempio il botulino nelle carni conservate).
Antiossidanti: (serie E300): hanno lo scopo di impedire l'ossidazione, causata dall'ossigeno dell'aria di particolari componenti degli alimenti. La gran parte di queste sostanze è di origine naturale come l'acido ascorbico, l'acido citrico e tartarico (componenti naturali della frutta).
Emulsionanti, Addensanti, Stabilizzanti, Gelificanti (serie E400): hanno la funzione di rendere stabili prodotti alimentari come salse, budini, creme, gelati che non potrebbero mantenere la loro struttura e consistenza. Anche tra queste sostanze le più usate sono quelle di origine naturale.

Benché l'uso degli addensanti sia permesso, l'industria alimentare italiana ha da sempre fatto scarso uso di additivi e questa caratteristica è rimasta anche con la nuova regolamentazione, che tra le altre cose indica gli alimenti nei quali non possono essere impiegati additivi e coloranti.

Un ultima informazione. Prestate attenzione, poiché la nuova legge ha differenziato il termine conservanti con antimicrobici e antiossidanti; leggete sempre le etichette quando viene specificato senza conservanti, potreste trovare delle spiacevoli sorprese.

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